Ben

Matteo Morigi – Ben

Diplomato Attore alla STM – Scuola del Teatro Musicale

A Cesena nasce Matteo Morigi. Matteo si è perfezionato con Eugenio Barba, Tim Robbins, Eugenio Allegri e Carolyn Carlson: la sua versatilità lo porta a recitare negli ambiti più svariati, dal teatro musicale (Jackie “Tiger” Brown in “Studio per un’Opera da Tre Soldi”) alla prosa (Bruno Accolla in “Un marito sotto spirito”, Sir Robert Chiltern in “Un marito ideale”, Robert in “Mind the gap”), dall’opera (Soldato Zocchi nella prima mondiale de “La Paura”, Maggiordomo in “Don Pasquale”, Clochard nel trittico “La mort de Cléopâtre / La dame de Montecarlo / Erwartung”) al balletto (Lord Capuleti in “Romeo e Giulietta”), permettendogli di esibirsi su palcoscenici importanti e in rassegne prestigiose come il Festival dei Due Mondi di Spoleto e in luoghi suggestivi come la Basilica di San Marco in Venezia. Diplomato alla STM – Scuola del Teatro Musicale, è autore per la tv e per il teatro: nel 2017 debutterà con la commedia demenziale “L’inquietante caso del Dottor Džeko e del signor Brai”. Fan dei Green Day, uno dei suoi brani preferiti in assoluto è “Basket Case”. Quando esce l’album “American Idiot” vive a Los Angeles e l’album diventa la colonna sonora della sua indimenticabile esperienza oltreoceano.

Cosa vuole dire per te rivoluzione?

Di questi tempi penso soprattutto a “rivoluzione culturale”. Lavorando in teatro e incontrando spesso professionisti internazionali mi rendo conto di come le arti performative all’estero rappresentino un reale strumento di crescita personale e collettiva, mentre nel nostro Paese stanno diventando sempre più un mondo lontano dalle persone comuni, irraggiungibile e incomprensibile. Ci vuole coraggio per cambiare questa disastrosa tendenza. Portare “American Idiot” in Italia è un ottimo passo in questa direzione, magari riusciremo a far capire che, anche in Italia, il teatro musicale non è solo balletti, risate e brillantini ma sofferenza, passione, rabbia… e amore.

Quale frase delle liriche senti più vicino a te e al tuo mondo e perché?

Here comes the rain again, falling from the stars. Drenched in my pain again, becoming who we are”.

Ognuno di noi ha vissuto periodi in cui il dolore sembrava insopportabile e i guai della vita, più o meno gravi, sembravano essere insuperabili. Questa frase mi ricorda quei momenti che non avremmo voluto affrontare mai, ma che, guardando indietro, ci hanno fatto crescere più di tutti i giorni felici messi insieme, ci hanno fatto diventare ciò che siamo ora.

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